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giovedì 14 novembre 2019

Liutprando da Cremona

storico, vescovo e diplomatico italiano

Liutprando da Cremona
Liutprando (da Cremona) (Pavia, 920? – 972) è stato uno storico, vescovo e diplomatico italiano, al servizio del Sacro romano impero, autore di opere in lingua mediolatina.
Liutprando nacque da una famiglia italiana benestante e ebbe la sua educazione presso la corte di Pavia.
Nominato diacono, fu al servizio di Berengario II per il quale andò come diplomatico a Costantinopoli, alla corte dell'imperatore Costantino VII.
Al suo ritorno, caduto in disgrazia presso Berengario per motivi ignoti, si trasferì alla corte del re sassone Ottone I, futuro imperatore del Sacro romano impero, al quale offrì i suoi servizi.

Tornato in Italia al seguito dello stesso imperatore, in occasione della sua incoronazione, divenne, a partire dal 961, vescovo di Cremona, come lui stesso racconta e come attestato dai documenti dell'epoca.
Grazie anche alla sua conoscenza, peraltro non perfetta, del greco e del tedesco, Liutprando fu al centro delle vicende politiche e diplomatiche della seconda metà del X secolo relative all'Italia, al Sacro romano impero di nazione tedesca e ai rapporti di quest'ultimo con l'Impero Romano d'Oriente.
Assistette infatti all'incoronazione di Ottone I e di Ottone II, alla deposizione dei papi Giovanni XII e Benedetto V e alla elezione di Leone VIII e Giovanni XIII, al Sinodo di Ravenna e nel 968 fu inviato ancora una volta alla corte di Costantinopoli presso l'imperatore Niceforo II Foca (del quale ci lascerà il ritratto eccezionalmente vivo e quasi caricaturale di un essere illetterato e abietto descritto con un disprezzo e una ferocia inauditi), per chiedere la mano della nipote Teofano per conto dell'imperatore Ottone II.

Opere
Tutte e tre le sue opere traggono spunto dagli eventi storici di cui è testimone.
Più che essere delle opere storiche in senso stretto però, sono dei vivissimi racconti quasi bozzettistici, pieni di aneddoti salaci attraverso i quali Liutprando, ignorando o in molti casi anche a dispetto di ogni verità storica, mette in cattiva luce quei personaggi con i quali si è trovato in conflitto o dai quali ha dovuto addirittura subire angherie nel corso della sua carriera umana e diplomatica.
Nell'Antapodosis ad esempio, che significa restituzione/resa dei conti, egli si scaglia contro Berengario II e sua moglie Willa coprendoli di ingiurie e di ridicolo, così come nel Liber de legatione costantinopolitana inveisce (come abbiamo già accennato più sopra) contro l'imperatore Niceforo e l'intera corte bizantina.
Più pacato nei toni risulta il Liber de rebus gestis Ottonis Magni Imperatoris dedicato da Liutprando ad Ottone I e alla sua corte.
Queste opere, il cui latino è spesso non del tutto corretto ma la cui vivacità descrittiva rimane indiscussa, rappresentano in ogni caso, insieme a quelle più curate di Raterio da Verona, le opere italiane più rappresentative di quella che è stata definita la Rinascita Ottoniana.
In più in esse troviamo una delle rare descrizioni che abbiamo della corte bizantina da parte di un autore dell'Europa latina del X secolo.

tratto da wikipedia
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