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venerdì 22 novembre 2019

Sofonisba Anguissola

nasce da nobile famiglia piacentina

Sofonisba Anguissola
Nata dalla nobile famiglia piacentina degli Anguissola, Sofonisba Anguissola fu una delle prime esponenti femminili della pittura europea, non famosa come altre pittrici salite in seguito alla ribalta dell'arte come Artemisia Gentileschi, Rosalba Carriera o Angelika Kauffman, Sofonisba rappresentò la pittura italiana rinascimentale al femminile.
Cresciuta nella scuola del pittore lombardo Bernardino Campi, che non faceva parte della nota famiglia di pittori cremonesi dal più celebre Vincenzo, Giulio Campi e Antonio anche se lo stile di Bernardino si rifaceva agli esponenti di spicco della pittura dell'Italia del nord tra il Cinquecento e il Seicento, la giovane Sofonisba applicò l'arte di Bernardino Campi rivolgendosi in maniera particolare alla ritrattistica.

Sofonisba Anguissola partecipò come figura di spicco alla vita artistica delle corti italiane data anche la sua competenza letteraria e musicale, ebbe una fitta corrispondenza con i più famosi artisti del suo tempo. Fu citata anche nelle Vite di Giorgio Vasari grazie a Michelangelo Buonarroti che sosteneva che la giovane fanciulla avesse talento.
Fu il padre di Sofonisba a scrivere a Michelangelo e a mandargli i disegni della figlia. Fra quei disegni c'era anche un Fanciullo morso da un granchio, nel quale la giovanissima artista cremonese, allora poco più che ventenne, aveva colto l'espressione del dolore infantile con un'invenzione che piacque molto al grande artista fiorentino.
Quella smorfia di dolore fermata da Sofonisba la ritroviamo poi nel Ragazzo morso da un ramarro di Caravaggio.

Nel 1559 Sofonisba approdò alla corte di Filippo II di Spagna, come dama di corte della regina, Isabella.
Fu la ritrattista della famiglia reale fino alla morte, nel 1568, della sua protettrice Nel 1573 sposò il nobile siciliano Fabrizio Moncada e si trasferì in Sicilia nel palazzo dei Moncada a Paternò.
Con la morte del marito, avvenuta nel 1578 in mare durante una visita alla corte spagnola, Sofonisba lasciò la Sicilia per raggiungere la Liguria.
Fermatasi provvisoriamente a Livorno, la pittrice lombarda, conobbe e sposò, in seconde nozze, il nobile genovese Orazio Lomellini a Pisa nel 1579.

Tornata nel 1615 con il nuovo marito a Palermo, dove egli aveva numerosi interessi, Sofonisba continuò a dipingere nonostante un forte calo della vista, ma alla lunga questo problema le impedì di continuare a esercitare la sua arte, non prima di raggiungere una grandissima fama, tanto che il celebre Antoon van Dyck, succedutole come ritrattista ufficiale della corte spagnola, confessò tutta la sua ammirazione per l'arte di Sofonisba Anguissola, che incontrò personalmente verso la fine della vita della pittrice, nel 1624 a Palermo presso la corte del viceré di Sicilia Emanuele Filiberto di Savoia. In occasione dell'incontro Van Dyck ritrasse la pittrice.

Sofonisba Anguissola morì l'anno dopo, il 16 novembre 1625, e fu sepolta nella chiesa palermitana di San Giorgio, chiesa appartenente alla Nazione Genovese di Palermo.

Opere
Elenco parziale

Ritratto di Elena, 1551, Southampton, City Art Gallery
Autoritratto, 1554, Vienna, Kunsthistoriches Museum
Partita a scacchi, 1555, Poznàn, Muzeum Narodowe
Ritratto di un canonico lateranense, 1556, Brescia, Pinacoteca Tosio
Ritratto di Giulio Clovio, 1556, Mentana, coll. F. Zeri
Autoritratto in miniatura, Boston, Museum of Fine Arts
Autoritratto al cavalletto, 1556, Lancut, Muzeum Zamek
Autoritratto alla spinetta, Napoli, Gallerie di Capodimonte
Ritratto di dama (Bianca Ponzoni)
Ritratto di Massimiliano Stampa, Baltimora, Walters Art Museum
Ritratto di famiglia, 1558, Nivaa, Nivaagaards Malerisamling
Bernardino Campi ritrae Sofonisba, Siena, Pinacoteca Nazionale
Autoritratto, 1560 (o 1561), Milano, Pinacoteca di Brera
Ritratto di Isabella di Valois, 1565 (ipotesi), Madrid, Museo del Prado
Ritratto di Filippo II, re di Spagna, Madrid, Museo del Prado
Ritratto di Isabella di Valois, Vienna, Kunsthistoriches Museum

tratto da wikipedia
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