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mercoledì 13 novembre 2019

Cremona nel Medioevo

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Nel 1098 la contessa di Canossa donò ai rappresentanti della Chiesa e del Comune di Cremona l'isola Fulcheria, territorio compreso tra i fiumi Adda e Serio nel cremasco: è in questa occasione che venne per la prima volta nominato il Comune ed è pertanto a questa data che si fa risalire la costituzione della città in libero Comune.
Nel corso del XII secolo Cremona raggiunse una notevole ricchezza e floridezza grazie allo sviluppo del commercio fluviale rafforzando al contempo le varie forme di governo comunale. Nello stesso periodo l'importanza politica ed economica della città portò ad un rinnovamento edilizio, culminato nella costruzione dello straordinario complesso monumentale della piazza del Comune: l'unità fra Chiesa e Comune venne sancita con l'erezione nel 1107 della nuova Cattedrale.

Essa divenne il primo centro della vita comunale, luogo non soltanto di preghiera, ma casa di tutti i cittadini: in essa o nell'antistante piazza venivano benedetti carroccio e stendardo, si prestavano giuramenti, si tenevano le prime riunioni degli uomini del Comune per assumere le decisioni riguardanti la vita pubblica, finché non venne costruito nel 1206 il Palazzo Comunale di fronte alla Cattedrale.
Tra il 1169 ed il 1187 lo sviluppo urbano fu completato dall'edificazione di una nuova imponente cerchia di mura, che portò il centro storico ad assumere quella configurazione che lo caratterizza ancora oggi.

Gli imperatori concessero a Cremona numerosi privilegi, testimonianza questa della politica filoimperiale tenuta dal Comune fino alla prima metà del Duecento: aderì alla politica di Federico Barbarossa contro Crema e Milano, ma pur entrando a far parte della Lega Lombarda nel 1167, assunse un ruolo di mediatrice fra l'Imperatore e i Comuni e nessun soldato cremonese combattè nella battaglia di Legnano del 1176.

Sempre caratterizzati da fedeltà e sostegno reciproco furono i rapporti tra Cremona e Federico II, nipote del Barbarossa: la città fu il quartier generale dell'esercito imperiale nelle lotte contro i Comuni lombardi e ospitò più volte l'Imperatore e la sua corte in occasione dei suoi frequenti soggiorni. Dopo la morte dell'Imperatore nel 1250 per la città iniziò un lungo periodo di lotte interne fra le opposte fazioni guelfa e ghibellina che durarono fino al 1334, anno in cui Cremona fu conquistata da Azzone Visconti, signore di Milano, ponendo così fine all'autonomia comunale.

Cremona divenne il porto fluviale di Milano, il commercio e la navigazione sul Po ne trassero beneficio con risultati positivi per l'economia che poteva contare anche su una fiorente agricoltura e una ricca industria tessile. A partire dal 1420, dopo un breve periodo di crisi del dominio visconteo all'inizio del XV secolo, la città entrò definitivamente a far parte del Ducato di Milano, seguendone le sorti fino all'unità d'Italia.
Nel 1441 vi furono celebrate le nozze tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, che recò in dote la città: la tradizione fa risalire a questo avvenimento la nascita del torrone, che sarebbe stato servito per la prima volta in forma di torre durante il banchetto.

Per Cremona fu un periodo di benessere e tranquillità, conseguenza del saggio governo di Bianca Maria, molto amata dal popolo: la duchessa ne favorì il rinnovamento urbanistico con numerose opere pubbliche, a cui si adeguarno ricche famiglie di mercanti che costruirono sontuose dimore patrizie.
Nella seconda metà del XV secolo Cremona assunse quella dignità elegante e raffinata in stile rinascimentale ancor oggi visibile sia nei palazzi che nelle chiese cittadine.
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